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| 04 lug 2023 | 12:45

Volgarità e battute sessiste al Maxxi, Sgarbi a Poggio: "Ho scherzato su una malattia che mi ha colpito. Preferisce la retorica del 'sessismo' perché non è capace di sorridere"

Vittorio Sgarbi: "Vedo che alcuni si offendono e invocano, contro di me, l'intervento ora del ministro, ora del presidente del Consiglio, ora del presidente della Provincia di Trento. Amanti di censure e repressioni. Che Calenda, Bonelli, Poggio e altri soggetti, dopo dieci giorni, strumentalizzino e alimentino una sorprendente caciara sulle parole irridenti di un malato di cancro, senza umana comprensione per la malattia, è la misura della loro miseria umana oltre che della loro inesistenza politica"

Volgarità e battute sessiste al Maxxi, Sgarbi a Poggio: Ho scherzato su una malattia che mi ha colpito

TRENTO. "Non ho mai pronunciato parole 'sessiste' ma ho semplicemente scherzato su una grave malattia che mi ha purtroppo colpito". Questa la replica a Il Dolomiti di Vittorio Sgarbi. "E che chiederebbe rispetto da chi lo invoca, a parole, per donne offese e molestate, non certo da considerazioni confidenziali ,in un palese divertimento teatrale tra due amici, come è stato il clima di tutta la serata, senza alcuno scandalo".

 

Dopo la serata d'inaugurazione dell'Estate al Maxxi, il museo romano dedicato al XXI Secolo, è scoppiata la polemica sul sottosegretario del ministero della Cultura (e, tra i vari ruoli, in Trentino presidente del Mart e del Mag). Parole che hanno scatenato un polverone che ha portato alle scuse del presidente del museo, il giornalista Alessandro Giuli, e alla presa di distanza del ministro Sangiuliano.

 

Nelle ultime ore è arrivato anche l'intervento di Barbara Poggio. La prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'Università di Trento ha chiesto alle autorità provinciali se ritengano il critico d'arte ancora “adatto alla presidenza” del museo trentino (Qui articolo). A stretto giro la replica di Sgarbi.

 

"Rivendico il diritto a scherzare su me stesso senza offendere nessuno", aggiunge Sgarbi. "Vedo invece alcuni che si offendono e invocano, contro di me, l'intervento ora del ministro, ora del presidente del Consiglio, ora del presidente della Provincia di Trento. Amanti di censure e repressioni. Ma la politica non ha niente a che fare con lo spettacolo al Maxxi: era una serata teatrale, nella quale io mi sono confessato di fronte a Morgan, con il divertimento e l'ilarità di tutti, con applausi prolungati, selfie, autografi, anche dopo lo spettacolo, senza che alcuno obiettasse, a caldo, qualcosa. Al Mart, ho fatto il mio dovere fino in fondo. Venga a vedere le mostre, Poggio, invece di invocare punizioni o rimozioni. E ricordi che le le querele colpiscono chi denuncia misfatti".

 

Gentile direttore, 

 

faccia sapere alla professoressa Poggio che io non ho mai pronunciato parole “sessiste”, ma ho semplicemente scherzato su una grave malattia che mi ha purtroppo colpito e che chiederebbe rispetto, al Maxxi. Per dire, tra i presenti, questo è il commento di una donna: "Ciao. Ho visto la tua serata al Maxxi con Morgan, carina e divertente, ma tu sei un uomo troppo simpatico oltre che coltissimo. Tanto simpatico tu ,quanto poveri di spirito coloro che hanno avuto da ridire, quanta tristezza fanno".

 

Appunto, tristezza.

 

A distanza di giorni dall'accaduto e di ore dalle polemiche pretestuose che ne sono seguite, leggo di molti, come Poggio, che parlano, senza il dovuto rispetto, dell'unico tema introdotto da una domanda di Morgan a me: senza farne oggetto di commiserazione, ho parlato del mio tumore in modo ludico.

 

Rivendico il diritto a scherzare su me stesso senza offendere nessuno. Vedo invece alcuni che si offendono e invocano, contro di me, l'intervento ora del ministro, ora del presidente del Consiglio, ora del presidente della Provincia di Trento. Amanti di censure e repressioni.

 

Ma la politica non ha niente a che fare con lo spettacolo al Maxxi: era una serata teatrale, nella quale io mi sono confessato di fronte a Morgan, con il divertimento e l'ilarità di tutti, con applausi prolungati, selfie, autografi, anche dopo lo spettacolo, senza che alcuno obiettasse, a caldo, qualcosa.

 

Dunque senza polemiche. Che Calenda, Bonelli, Poggio e altri soggetti, dopo dieci giorni, strumentalizzino e alimentino una sorprendente caciara sulle parole irridenti di un malato di cancro, senza umana comprensione per la malattia, è la misura della loro miseria umana oltre che della loro inesistenza politica. Il loro unico strumento di discussione è la repressione.

 

Io, al Mart, ho fatto il mio dovere fino in fondo. Venga a vedere le mostre, Poggio, invece di invocare punizioni o rimozioni. E ricordi che le le querele colpiscono chi denuncia misfatti. Lei invece preferisce la retorica del “sessismo”. Perché non è capace di sorridere.

Vittorio Sgarbi

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